29º gennaio 2021

L'istruzione "switch"

L’istruzione switch può essere utile per rimpiazzare multipli if.

E’ infatti un metodo molto più descrittivo per lavorare con un elemento che può avere svariati valori.

La sintassi

Un istruzione switch possiede uno o più case ed opzionalmente un blocco default.

Un esempio:

switch(x) {
  case 'value1':  // if (x === 'value1')
    ...
    [break]

  case 'value2':  // if (x === 'value2')
    ...
    [break]

  default:
    ...
    [break]
}
  • Il valore di x viene controllato utilizzando l’uguaglianza stretta con i valori dei blocchi case (value1 e value2 nell’esempio sopra).
  • Se l’uguaglianza viene trovata, switch inizia ad eseguire il codice partendo dal corrispondente blocco case, fino al break più vicino (oppure fino alla fine dello switch).
  • Se non viene trovata nessuna uguaglianza allora viene eseguito il codice del blocco default (se presente).

Un esempio

Un esempio di switch:

let a = 2 + 2;

switch (a) {
  case 3:
    alert( 'Too small' );
    break;
  case 4:
    alert( 'Exactly!' );
    break;
  case 5:
    alert( 'Too big' );
    break;
  default:
    alert( "I don't know such values" );
}

Qui lo switch inizia confrontando a con il primo case, il cui valore è 3. Non vi è corrispondenza.

Poi valuta 4. C’è una corrispondenza, quindi l’esecuzione inizia da case 4 fino al break più vicino.

Se non c’è nessun break l’esecuzione procede al prossimo case.

Un esempio senza break:

let a = 2 + 2;

switch (a) {
  case 3:
    alert( 'Too small' );
  case 4:
    alert( 'Exactly!' );
  case 5:
    alert( 'Too big' );
  default:
    alert( "I don't know such values" );
}

Nell’esempio sopra, non essendoci un break, abbiamo l’esecuzione sequenziale dei tre alert:

alert( 'Exactly!' );
alert( 'Too big' );
alert( "I don't know such values" );
Qualsiasi espressione può essere un argomento switch/case.

Sia switch che case accettano espressioni arbitrarie.

Ad esempio:

let a = "1";
let b = 0;

switch (+a) {
  case b + 1:
    alert("this runs, because +a is 1, exactly equals b+1");
    break;

  default:
    alert("this doesn't run");
}
Qui `+a` viene convertito in `1`, che nei `case` viene confrontato con `b + 1`, ed il codice corrispondente viene eseguito.

Raggruppare i “case”

Possiamo raggruppare diverse varianti di case e far loro eseguire lo stesso codice.

Ad esempio, se vogliamo eseguire lo stesso codice per case 3 e case 5:

let a = 3;

switch (a) {
  case 4:
    alert('Right!');
    break;

  case 3: // (*) raggruppiamo due casi
  case 5:
    alert('Wrong!');
    alert("Why don't you take a math class?");
    break;

  default:
    alert('The result is strange. Really.');
}

Ora sia 3 che 5 mostreranno lo stesso messaggio.

L’abilità di “raggruppare” più case è un effetto collaterale di come switch/case funziona senza break. Qui l’esecuzione del case 3 inizia dalla linea (*) e prosegue fino a case 5, perché non c’è alcun break.

Il tipo conta

Mettiamo in risalto che il confronto di uguaglianza è sempre stretto. I valori devono essere dello stesso tipo perché si possa avere una corrispondenza.

Ad esempio, consideriamo il codice:

let arg = prompt("Enter a value?");
switch (arg) {
  case '0':
  case '1':
    alert( 'One or zero' );
    break;

  case '2':
    alert( 'Two' );
    break;

  case 3:
    alert( 'Never executes!' );
    break;
  default:
    alert( 'An unknown value' );
}
  1. Per 0 e 1, viene eseguito il primo alert.
  2. Per 2 viene eseguito il secondo alert.
  3. Per 3, il risultato del prompt è una stringa, "3", che non è strettamente uguale === al numero 3. Quindi abbiamo del codice ‘morto’ nel case 3! Verrà quindi eseguito il codice dentro default.

Esercizi

importanza: 5

Riscrivi il codice utilizzando if..else in modo tale che corrisponda al seguente switch:

switch (browser) {
  case 'Edge':
    alert( "You've got the Edge!" );
    break;

  case 'Chrome':
  case 'Firefox':
  case 'Safari':
  case 'Opera':
    alert( 'Okay we support these browsers too' );
    break;

  default:
    alert( 'We hope that this page looks ok!' );
}

Per ottenere una corrispondenza precisa con il costrutto switch, if deve utilizzare l’uguaglianza stretta '==='.

Per le stringhe fornite, tuttavia, un semplice '==' può bastare.

if(browser == 'Edge') {
  alert("You've got the Edge!");
} else if (browser == 'Chrome'
 || browser == 'Firefox'
 || browser == 'Safari'
 || browser == 'Opera') {
  alert( 'Okay we support these browsers too' );
} else {
  alert( 'We hope that this page looks ok!' );
}

Da notare: il costrutto browser == 'Chrome' || browser == 'Firefox' … viene diviso in più linee per una maggiore leggibilità.

Il costrutto switch risulta però più pulito e descrittivo.

importanza: 4

Riscrivi il codice sotto utilizzando un singolo switch:

let a = +prompt('a?', '');

if (a == 0) {
  alert( 0 );
}
if (a == 1) {
  alert( 1 );
}

if (a == 2 || a == 3) {
  alert( '2,3' );
}

I primi due controlli vengono trasformati in due case separati. Il terzo controllo viene diviso in due case raggruppati:

let a = +prompt('a?', '');

switch (a) {
  case 0:
    alert( 0 );
    break;

  case 1:
    alert( 1 );
    break;

  case 2:
  case 3:
    alert( '2,3' );
    break;
}

Da notare: il break alla fine non è richiesto. Lo abbiamo messo per rendere il codice pronto ad aggiornamenti futuri.

In futuro, potremmo voler aggiungere un ulteriore case, ad esempio case 4. E se ci dimentichiamo di aggiungere il break prima di scrivere il nuovo case, al termine del case 3 ci sarà un errore. Quindi aggiungere il break è una sorta di prevenzione.

Mappa del tutorial

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